L’AVIS Comunale di Filiano compie 10 anni. Intervista alla vicepresidente Maria Teresa Aloe

IMG_0001L’AVIS Comunale di Filiano nasce il 17 settembre 2005 in seguito all’iniziativa di un gruppo di donatori presenti sul territorio. Oltre ad organizzare mensilmente la raccolta del sangue, l’associazione s’impegna anche nel diffondere la cultura della donazione, nel favorire l’educazione sanitaria dei cittadini e nel promuovere lo sviluppo del volontariato e dell’associazionismo. L’8 dicembre prossimo saranno passati esattamente 10 anni dalla prima seduta di donazione di sangue presso la sede comunale di Filiano, per questo motivo abbiamo deciso di intervistare la vicepresidente Maria Teresa Aloe, la quale ci ha spiegato più nel dettaglio di cosa si occupa l’AVIS e l’importanza della sua presenza sul territorio.

Che cos’è l’AVIS e di cosa si occupa?
L’AVIS (Associazione Volontari Italiani Sangue) è un’associazione di volontari, che nasce a Milano nel 1927 per venire incontro alla crescente domanda di sangue necessario per curare i pazienti ricoverati in ospedale. L’obiettivo iniziale era fare in modo che la disponibilità del sangue per chi ne aveva bisogno diventasse, a tutti gli effetti, un diritto naturale. Ancora oggi, quindi, il principale scopo dell’associazione è quello della raccolta del sangue e delle sue componenti (plasma e piastrine) per dare una mano a chi soffre. Poi, in secondo luogo, si cerca anche di diffondere i principi della solidarietà, del volontariato e dell’associazionismo.

Perché è importante donare il sangue?
Nella donazione del sangue si fanno fondamentalmente due cose importanti. La prima è che si aiuta chi ha bisogno e, quindi, si tratta di una vera e propria assistenza sanitaria. La seconda è che si fa anche prevenzione su chi dona, perché un donatore periodico ha le analisi gratuite almeno una o due volte l’anno. Perciò, dalla donazione trae vantaggio non solo il paziente, ma anche il donatore.

Come si diventa donatori?
Prima di tutto, è necessario essere in possesso di alcuni requisiti: avere un’età compresa tra i 18 e i 65 anni e pesare più di 50 kg. Dopodiché, bisogna recarsi in sede e sottoporsi ad una visita medica per verificare se si è idonei o meno alla donazione del sangue.

L’AVIS e i giovani. Perché è importante questa collaborazione?
Da qualche anno all’interno dell’associazione è nata una sezione dedicata proprio ai giovani. Possiamo definirlo una sorta di direttivo parallelo (“AVIS Giovani”) dedicato ai ragazzi al di sotto dei 35 anni d’età. In genere, quando facciamo gli incontri, i loro interventi sono anche quelli più appassionati. La presenza dei giovani nell’associazione è importante, perché portano entusiasmo e anche novità per quanto riguarda le innovazioni tecnologiche e nel modo di comunicare.

IMG_0002Come è nata l’AVIS Comunale di Filiano?
Siamo presenti sul territorio già da 10 anni, anche se ci sembra ieri che abbiamo iniziato! L’associazione nasce nel 2005 per iniziativa di un gruppo di donatori. Inizialmente eravamo solo in 5 e dopo aver raccolto la quantità di firme necessarie, ci siamo recati presso la sede regionale dell’AVIS e abbiamo proposto l’idea di creare una sede comunale anche qui a Filiano. E così è cominciato tutto!

Quanti iscritti conta attualmente l’AVIS Comunale di Filiano?
I donatori effettivi sono 232.

Com’è la percentuale di donazioni di sangue durante l’anno?
Allora, diciamo che un maschio potrebbe donare fino a 3 volte l’anno e una donna fino a 2 volte l’anno. Noi abbiamo donatori che non arrivano a questi massimi, ma comunque donano periodicamente. Quindi, almeno una volta l’anno fanno una donazione di sangue, perciò la percentuale è buona. Organizziamo circa 14 donazioni l’anno di sangue intero e da qualche tempo abbiamo iniziato anche con la donazione del plasma.

E fate tutto in sede, qui a Filiano?
Sì, tutto in sede. Ci sono un dottore e un infermiere che si occupano dei prelievi, mentre noi soci ci dedichiamo alla parte organizzativa e logistica. In media arriviamo a 15 – a volte anche a 20 – donazioni di sangue a seduta. In questo periodo, poi, c’è la fase dell’accreditamento delle strutture trasfusionali, cioè a livello regionale stiamo acquisendo le nuove normative europee in materia d’igiene. Noi, come sede comunale, per il momento abbiamo un accreditamento temporaneo e ci stiamo organizzando per adattarci a questi nuovi parametri necessari per continuare a fare donazioni.

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