Storytel: la mia esperienza con gli audiolibri

La quarantena non è uno stato ideale per nessuno, poi per chi come me – anche in situazioni normali – è sempre un po’ lunatica, le cose si complicano. Sono arrivata a questa conclusione dopo sole due settimane… che genio, vero? Sia chiaro, non è che prima la mia vita fosse tutta questa gran baldoria, ma quantomeno era normale. Era la mia cara normalità e mi manca tanto!
Dopo una prima fase di “fancazzismo totale” ho compreso che l’unico modo che ho per sopravvivere alla quarantena è quello di concentrarmi sul lavoro e su tutte quelle cose che mi fanno stare bene. Quindi, nella mia “lista della salvezza” ho inserito i libri, i film e le serie tv, i passatempi creativi, il cioccolato fondente e lo sport, rigorosamente a casa, grazie alle dirette del mio istruttore.

Per quanto riguarda i libri, ho pensato che questo poteva essere il momento giusto per dare una seconda chance agli audiolibri. La scorsa estate ho provato un primo approccio, ma non è scattata la scintilla. Credo che semplicemente non fossi ancora pronta per questa esperienza.

Storytel

Ho deciso di ritentare e di provare Storytel. Ho scelto quest’app perché ne ho sentito parlare molto bene, soprattutto da Tegamini – aka Francesca Crescentini – la mia guru di librini, che ti consiglio di seguire anche su Instagram. Puoi provare Storytel gratis per 14 giorni, poi si rinnova al costo di 9,99€ al mese, ma puoi disdire l’abbonamento quando vuoi. L’app è davvero ben fatta, semplice e intuitiva. Storytel offre un catalogo molto ampio: più di 100.000 audiolibri, letti e recitati da lettori d’eccezione e di grande bravura. I libri includono diversi generi, dai romanzi alle biografie, dal genere storico al self-helper, ma anche corsi di lingua e podcast, oltre a opere in lingua originale (inglese e spagnolo).
In questo periodo, ho notato che faccio fatica a concentrarmi e per quanto io adori leggere, mi distraggo facilmente. Con gli audiolibri riesco a compensare questa difficoltà. Ascoltare la voce del narratore mi rilassa, così chiudo gli occhi e mi lascio trasportare nella dimensione della storia. Ascolto gli audiolibri anche quando faccio allenamento sul tapis roulant, cucino o faccio i servizi in casa. È una compagnia in più e in questo periodo ne ho proprio bisogno. Mi piace ascoltarli anche la sera, quando ho gli occhi stanchi ma il cervello ancora sveglio. A questo proposito c’è anche la funzione di spegnimento automatico, così se capita di appisolarsi, la narrazione si ferma da sola.
Certo, in condizioni normali direi che gli audiolibri si possono ascoltare anche mentre si viaggia o si va al lavoro… ma questo è un lusso che adesso non possiamo permetterci. Dobbiamo resistere e rispettare le regole, alla fine (spero presto) andrà tutto bene.

Quando siete felici, fateci caso

“Cantate sotto la doccia, ballate ascoltando la radio, raccontate storie.”

Kurt Vonnegut

Come primo audiolibro ho scelto “Quando siete felici, fateci caso” di Kurt Vonnegut, letto da Edoardo Siravo. Nelle università americane, al termine dell’anno accademico, si tiene il commencement speech: il discorso ai laureandi declamato da una personalità di spicco del mondo della cultura e della politica. Questo volume raccoglie quindici discorsi (di cui sei inediti) tenuti da Kurt Vonnegut fra il 1987 e il 2004. Lo scrittore statunitense – noto per opere cult come Ghiaccio nove e Mattatoio n.5 – propone ai giovani ragazzi aforismi, riflessioni, aneddoti e ricordi che risultano ancora validi e modernissimi.
Una lettura, anzi un ascolto motivazionale, mai predicatorio e a tratti divertente. Mi è piaciuto molto!
Tu hai mai ascoltato un audiolibro?
Qual è la tua impressione?

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