Musica d’altri tempi

Giradischi Twenstar Minor

Oggi pomeriggio sono uscita a fare una passeggiata e prima di rientrare a casa ho pensato di passare dal garage a salutare papà, come sempre impegnato in uno dei suoi tanti lavori manuali.
Mentre mi stava spiegando quale fosse la sua ultima creazione, il mio occhio è caduto su uno strano oggetto. Non lo avevo mai visto prima, sembrava una specie di bistecchiera elettrica, ma era più piccola e leggera.

-Papà, cos’è questo?
-Eh… quello è un vecchio giradischi. Vedi, funzionava così…

Ha iniziato a raccontarmi il funzionamento di quello strano oggetto risalente agli anni ’60: un giradischi Twenstar Minor portatile. Il disco a 45 giri si poggiava sul piano superiore del giradischi, che girava grazie al contatto con la puleggia in gomma, che ne trasmetteva il movimento dal motore. Sotto il disco sbucava la puntina e partiva la musica. A differenza degli altri giradischi, il Twenstar leggeva il lato del disco che appoggiava sul piatto e non quello a vista. Sul piano inferiore alloggiavano le pile e 4 o 5 dischi di scorta.

Registratore Geloso G257

-Guarda, ci sono anche questi.

Ed ecco che mi mostra altri due oggetti mai visti!
Ok, un momento… Per dovere di cronaca ammetto che uno non mi era del tutto sconosciuto, perché l’ho usato anche io. Non a caso, quello è già un po’ più moderno anche se i più giovani non sarebbero d’accordo con me. Gli anni passano, ahimè!
Gli altri due oggetti sono dei registratori: un Geloso G257 a bobine anni ’60 e un Ekote, registratore portatile a cassette anni ’80.
Ho sempre rimproverato mio padre perché non butta mai niente e accumula un sacco di roba, ma stavolta devo ringraziarlo per essere fatto così!

Avrei dovuto fare tante altre cose oggi pomeriggio, ma mi sono fermata ad osservare quegli oggetti del passato, li ho ripuliti e fotografati, mi sono soffermata a guardare tutti i più piccoli dettagli e così ho iniziato a sognare.
Chissà come doveva essere il suono che usciva dal giradischi, non c’erano cuffie, quindi la musica era condivisa con amici o fidanzati, magari a casa o fuori, distesi sul prato a guardare il cielo.
Il registratore Geloso ha ancora dentro un nastro, chissà cosa c’è inciso, se si tratta di musica o di memorie di vite passate. Purtroppo nessuno dei tre oggetti al momento è funzionante.

Registratore Ekote

Quando si riscoprono cose del passato non si può evitare di fare paragoni con il presente.
Ricordo quando papà portò a casa il nostro primo videoregistratore. Fu una festa! Non ci potevo credere, finalmente potevo vedere e rivedere i film e i cartoni animati che mi piacevano, tutte le volte che volevo. Per la gioia di mamma e papà che non avevano più libero accesso alla tv!
E che dire del walkman o del lettore cd portatile?
Poi è arrivato il lettore mp3, che però aveva poca memoria e quindi dovevo cancellare le canzoni più vecchie per poterne inserire delle nuove.
Ora, invece, ci basta avere un cellulare e possiamo fare tutto: telefoniamo, videochiamiamo, fotografiamo, scriviamo, lavoriamo, registriamo, ascoltiamo musica, guardiamo film e tanto altro ancora.
La tecnologia fa passi da gigante e si evolve così rapidamente che quasi non ci accorgiamo dei cambiamenti. Per questo motivo, soprattutto in questo mondo in cui si corre sempre, a volte è importante fermarsi un momento, prendere fiato e girarsi indietro per vedere quanta strada è stata fatta. Solo avendo consapevolezza del proprio passato, si può affrontare il futuro con la giusta grinta e determinazione.

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