Grazie papà

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Per me la scrittura è sempre stata terapeutica. Questa volta però faccio fatica. Il dolore è troppo grande ed è difficile trasformarlo in parole. È un groviglio di sentimenti che non ho ancora compreso del tutto. Ma ci provo, perché ne ho bisogno.

Oltre all’immenso dolore della mancanza, la rabbia è stata una costante delle mie giornate. Ero arrabbiata per il modo in cui la vita ti ha strappato via da me, papà.
Ricordarci della morte, ci ricorda dell’importanza della vita. Io l’ho fatto con te, non ti ho mai dato per scontato e ho sempre saputo di essere fortunata ad averti. Mi sono goduta ogni giorno, ogni minuto e ogni istante passato con te.
Quando ti abbracciavo, ti baciavo sulla fronte, quando mi accoccolavo vicino a te e facevo le vocine sceme, tu mi dicevi sorridendo: “uè, vedi che non sei più una bambina!” E ridevamo insieme, mentre mi stingevi forte a te, perché in fondo ero sempre la tua “bella di papà”.
Sono felice di averlo fatto, di averti sempre detto “ti voglio bene” fino all’ultimo giorno.

Sono arrabbiata tanto con la vita, ma forse dovrei ringraziarla per avermi dato un papà speciale come te: un esempio e un maestro di vita. Spesso penso che eri troppo prezioso per questo mondo e che Dio ha voluto che tornassi da lui, al suo fianco. Non c’è altra spiegazione per giustificare la prematura dipartita di tutti coloro che ci lasciano troppo presto, perché non è una frase fatta ma è proprio vero che sono sempre i migliori quelli che se ne vanno.

Sei stato la mia roccia in questa vita e ora sarai il mio angelo custode da lassù. Sarai sempre al mio fianco e sempre a un millimetro di cuore.
Grazie papà.

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