Prendila con filosofia

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È comune a varie tradizioni spirituali la storia di quella persona che, venuta a sapere di un grande tesoro, si mise a cercarlo per decenni intorno al mondo. Alla fine giunse di nuovo a casa sua e scoprì che il tesoro era sempre stato nascosto nel suo giardino. Era quindi stato inutile tutto quel viaggio? Prova a pensarci. No: partire per andare il più lontano possibile da casa era l’unico modo che aveva per scoprire il tesoro nascosto in casa. Se non fosse stata altrove tutto quel tempo, non avrebbe potuto neanche immaginare di avere un tesoro in giardino.

Prendila con Filosofia – A. Colamedici, M. Gancitano

Prendila con filosofia (Harper Collins) di Andrea Colamedici e Maura Gancitano si definisce un manuale di fioritura personale, ma per me è stato molto di più: un viaggio alla ri-scoperta di me stessa e del mondo che mi circonda. L’obiettivo è quello di guidare il lettore nel suo percorso di fioritura personale, prendendo spunto dagli insegnamenti della filosofia antica. Una disciplina non più intesa come trastullo intellettuale, ma come “un ponte da attraversare e non casa da abitare, come arte di vivere armoniosamente, come educazione e addestramento di se stessi a sbocciare nel nostro Io più composito e vero, per trovare il nostro posto nel mondo.

Un percorso, un gioco, un attraversamento filosofico che per me non è sempre stato facile. Mi sono presa il tempo necessario per leggerlo ed elaborarlo per bene, ma ammetto che ci sono dei punti su cui ci devo ancora lavorare. Un capitolo più degli altri mi ha destabilizzata e disorientata, ma alla fine si è rivelato utile, anzi necessario, per il proseguimento del mio viaggio. Perché vivere “come se” e produrre mentalmente uno scenario pieno di difficoltà e affrontarlo significa creare una palestra dell’anima. Ho scoperto che a volte è meglio essere resistenti che resilienti, perché il corpo resiliente è passivo, mentre un corpo resistente è vivo, è un corpo che subisce ferite e trasformazioni dalla forza ostile che lo mette alla prova. Resistere significa fare esperienza, rischiare di farsi male e di sparire pur di opporsi alla distruzione generale.

Essere resistenti significa non essere mai docili, non smettere mai di infuriare contro il morire della luce.

Prendila con Filosofia (pag. 157)

Desiderare, accorgersi, meravigliarsi, fiorire sono tutti concetti che ho riscoperto grazie a questo libro, che mi ha ha fornito molte risposte, ma allo stesso tempo mi ha fatto sorgere anche diverse domande. Un viaggio che si è rivelato molto utile in questo periodo della mia vita e che molto probabilmente ripercorrerò ancora quando ne sentirò la necessità. Perché non si fiorisce mai una volta per tutte, ma si rinasce ad ogni primavera e ogni volta in un modo diverso.

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