Servizio Civile Unpli: una storia di luoghi, emozioni e amicizie

I volontari del Servizio Civile Unpli 2019

Alla fine di ogni percorso importante arriva il momento di fare un bilancio e ripercorrere con la memoria tutta la strada che è stata fatta per raggiungere l’obiettivo. C’è soddisfazione, un po’ di nostalgia, ma soprattutto entusiasmo per ciò che riserverà il futuro. Queste sono alcune delle emozioni che mi hanno trasmesso Annalisa Carriero, Claudia Carriero, Carmelisa De Vito e Vitantonio Pace, durante l’intervista a conclusione del loro anno di Servizio Civile Unpli nella Pro Loco di Filiano. Un’esperienza importante che oltre ad essere stata un arricchimento culturale e professionale, ha regalato loro tante emozioni e soddisfazioni.

Facciamo un passo indietro nel tempo e ritorniamo a un anno fa. Cosa vi spinse a fare domanda per il Servizio Civile nella Pro Loco di Filiano?
Vitantonio: ho deciso di fare domanda, perché volevo essere ancora più attivo e partecipe alla vita del mio paese. Più di quanto non lo fossi già. Sapevo che se mi avessero preso, avrei potuto visitare la Basilicata, fare nuove esperienze e nuove amicizie. Poi, sapendo che avremmo svolto il servizio civile qui nella sede della pro loco, dove c’è la biblioteca, speravo anche di ricucire il mio rapporto con i libri.

E ha funzionato?
Vitantonio: Credo di sì.

Per voi invece com’è andata?
Claudia: avevo voglia di dedicare un anno intero al mio paese ed entrare a far parte ancora di più della vita cittadina filianese. Anche per l’opportunità di conoscere nuovi luoghi e soprattutto, la possibilità di stare ancora più a contatto con la biblioteca, essendo io un’amante dei libri.
Annalisa: desideravo conoscere meglio il mondo della pro loco e poi sapevo che questa esperienza mi sarebbe servita per superare un po’ la mia timidezza.
Carmelisa: non nego che inizialmente, essendo una mamma single, decisi di fare domanda per poter guadagnare qualcosina in più per poter crescere mio figlio. Nel momento in cui sono arrivata qui e mi è stato spiegato quale sarebbe stato il percorso e quello che avremmo fatto, mi sono davvero entusiasmata. Prima ho sempre lavorato, ma si trattava di lavori individuali e non di gruppo. Quindi è stata un’occasione per mettermi alla prova anche da questo punto di vista.

Le vostre aspettative sono state soddisfatte?
Vitantonio: per me sì. Io lo aspettavo esattamente così, sono soddisfatto di tutto quello che ho fatto e che ho provato a fare.
Claudia: durante quest’anno ci siamo ritrovati a fare un po’ di tutto. Ci sono stati dei momenti più difficili, ma alla fine anche quelli sono serviti e li porteremo con noi.
Annalisa: tra le altre cose, per un certo periodo, abbiamo anche assistito una ragazza con disabilità per favorire e facilitare la sua integrazione in comunità.
Carmelisa: sono stati compiti delicati, ma che abbiamo sempre fatto con il cuore. Tanto che si è creato un legame forte con lei e questo sarà un altro bel ricordo che porteremo con noi.

Durante la presentazione dei due volumi a Potenza

Sabato scorso a Potenza, c’è stata la presentazione delle due pubblicazioni finali dei progetti del Servizio Civile Unpli Basilicata. Com’è andata?
Claudia: forse è stato uno dei momenti più emozionanti, perché ci siamo ritrovati lì alla chiusura di tutto questo percorso, di un viaggio che è durato un anno. Io ero molto emozionata.
Vitantonio: a mi më mënia ra chiagnë! (mi veniva da piangere, nda).
Claudia: sì, perché alla fine ci siamo resi conto che questa esperienza è finita e c’è un po’ di malinconia.
Annalisa: è probabile che tra qualche giorno, quando avremo finito il servizio civile, Vito ci ritroverà di nuovo tutti qui, davanti alla biblioteca! (ridono, nda).
Carmelisa: perché anche se a volte ci sono stati momenti stressanti o magari abbiamo avuto qualche discussione, si sono creati dei legami tra di noi ed ora sentiremo la mancanza l’uno dell’altro.
Vitantonio: all’inizio di questo percorso non avrei mai immaginato di conoscere tante persone e fare nuove amicizie con gente proveniente da paesi così lontani e di cui nemmeno sapevo l’esistenza.

Il Servizio Civile è stato anche un’occasione per scoprire e conoscere meglio la Basilicata?
Vitantonio: può sembrare strano, ma credimi quando ti dico che prima di quest’esperienza non ero mai stato a Matera.
Claudia: anche io!
Vitantonio: adesso però, ci sono stato talmente tante volte che la conosco a memoria! Conosco tutte le scorciatoie di Matera!
Claudia: ci ha colpito molto anche Armento. È un paese piccolo, isolato e non ci aspettavamo di trovare tanta bellezza.
Vitantonio: siamo rimasti davvero impressionati dalla bellezza del paese, molto caratteristico e affascinante.
Annalisa: Armento è stata la scoperta più inaspettata, ma è stato bello anche vedere i calanchi.
Carmelisa: una bella scoperta sono stati anche Montalbano Jonico e a Montescaglioso. E poi siamo stati anche a Tricarico, a giugno, in occasione del raduno delle maschere antropologiche.

Tornando ai lavori che avete presentato sabato, voi vi siete occupati della parte relativa a Filiano, giusto? Quali temi avete affrontato?
Annalisa: abbiamo collaborato alla realizzazione di due pubblicazioni. Storia e tradizioni della Lucania è il volume al quale abbiamo lavorato io e Vitantonio. Per questo progetto dovevamo descrivere delle tradizioni e dei riti del nostro paese. Devo ammettere che è stato abbastanza difficile trovare tradizioni antiche che riguardassero Filiano, perciò abbiamo deciso di raccontare la festa patronale e l’uccisione del maiale.

Avete fatto ricerche o intervistato qualcuno?
Annalisa: sì, naturalmente abbiamo intervistato Don Mariano, il prof. Giovanni Battista Bochicchio, Vincenzo Pace e zë Mingë Carriero (Domenico Carriero).
Vitantonio: è stato bello rivivere tutte le tradizioni più antiche.
Annalisa: fare le interviste è stata la parte più interessante e anche la più divertente. Abbiamo scoperto proverbi e tanti aneddoti che prima ci erano sconosciuti.

L’altro volume invece di cosa tratta?
Claudia: all’altro volume dal titolo Memoria storica di Basilicata abbiamo lavorato io e Carmelisa. Il nostro progetto era volto ad individuare due personalità che si sono distinte nella storia di Filiano e abbiamo scelto Carmela Mecca e Andrea Bochicchio.
Carmela Mecca era la madre di Don Antonino Pace, una delle poche donne che all’epoca (1917 circa, nda) sapeva leggere e scrivere, infatti proprio per questo era stata soprannominata la scrivanella. Lei aiutò le altre persone che non sapevano scrivere, ad inviare lettere a familiari lontani o che erano partiti per il fronte.
Andrea Bochicchio, noto come “il Maestro”. Oltre ad essere uno dei primi insegnanti di Filiano, fu da sempre attivo nella vita sociale e politica del paese. Lui ebbe un ruolo importante anche nel processo che nel 1952 portò Filiano all’autonomia comunale da Avigliano. Per questo volume abbiamo intervistato alcuni parenti di queste due personalità, consultato alcuni volumi sulla storia di Filiano, tra cui il libro di Don Antonino Pace “Lettere al fronte carsico”. Il tutto è stato corredato dalle foto realizzate da Mimmo Gruosso e Saverio Palladino.
Vitantonio: sono stati lavori che abbiamo realizzato collaborando tutti e quattro insieme, cercando di fare del nostro meglio con le poche fonti scritte che avevamo a disposizione.

Queste pubblicazioni si potranno consultare?
Carmelisa: credo di sì, poiché rimarrà una copia di entrambi i volumi qui in biblioteca.

Qual è stato il momento più bello di quest’anno di servizio civile?
Annalisa: per quanto mi riguarda, l’organizzazione de Lu Muzz’c. Abbiamo lavorato tantissimo e alla fine di quella manifestazione ero stanchissima, ma ne è valsa davvero la pena. È stato molto bello.
Carmelisa: senza dubbio la collaborazione con il Mediterranean Contemporary Art Prize. Io ho una formazione artistica e sono da sempre affascinata dall’arte in tutte le sue forme. Il contatto diretto con gli artisti e il rapporto personale che si è creato con alcuni di loro è stato qualcosa di davvero prezioso. È stato bello realizzare anche tutti gli appuntamenti mensili con la rassegna Favole a merenda.
Vitantonio: per me non c’è stato un momento preciso, ricorderò tutto il percorso con piacere. Se proprio devo dire qualcosa, senz’altro anche per me la biennale d’arte è stata una bellissima esperienza.
Claudia: abbiamo lavorato a così tante cose che è difficile sceglierne una sola. Direi che essendo un’amante della lettura, ho apprezzato molto le presentazioni dei libri, a cui ho partecipato in maniera attiva anche come moderatrice. Sono state importanti occasioni di crescita personale e professionale. Anche la collaborazione con Lucanum merita di essere citata.
Carmelisa: per me che sono di Lagopesole, quest’anno di servizio civile è stato anche un modo per conoscere meglio Filiano, non solo il paese ma anche Acermontis, le pitture rupestri, le chiese.

I volontari con Vito Sabia

Ti senti anche un po’ filianese adesso?
Carmelisa: sì, diciamo che mi sento adottata da Filiano.

Consigliereste ad altri ragazzi quest’esperienza nel Servizio Civile?
Tutti: sì, anche se ci vuole una buona dose di passione, impegno e anche tanta pazienza! Oltre ad essere un arricchimento culturale e professionale, è un’esperienza che regala tante belle emozioni e soddisfazioni.

Continuerete a collaborare con la Pro Loco di Filiano?
Tutti: sì, continueremo a farlo come facevamo anche prima del Servizio Civile. A questo proposito, ci teniamo a ringraziare tutte le persone che ci hanno seguito, in particolare Vito Sabia. Dobbiamo dire che noi siamo stati davvero molto fortunati, perché durante quest’anno siamo stati seguiti e non siamo mai stati lasciati soli. Naturalmente, ringraziamo anche la presidente dell’Associazione Pro Loco di Filiano Maria Santarsiero, che non ci ha fatto mai mancare il suo supporto quando ne abbiamo avuto bisogno. Per ultimo, ma non certo per importanza, ringraziamo anche il presidente dell’Unpli Basilicata, Rocco Franciosa e tutte le persone che abbiamo incontrato lungo questo cammino.

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