Il mio viaggio a New York – parte seconda

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La Statua della Libertà ed Ellis Island

“Datemi le vostre stanche, povere masse accalcate, bramose di vivere libere, i miserabili rifiuti dei vostri lidi brulicanti. Mandatemi questi, i senza casa, tempesta scagliata contro di me. Io innalzo la mia fiaccola accanto alla porta d’oro” Emma Lazarus – The New Colossus (1883)

P1030048Sono queste le parole incise sulla base della Statua della Libertà, soprannominata anche la “madre degli esuli”.
Forse non tutti sanno che questo gigantesco colosso, progettato dallo scultore francese Frédéric-Auguste Bartholdi, in origine doveva essere collocato all’entrata del Canale di Suez. Purtroppo però, questo ambizioso progetto non riuscì a trovare finanziatori, né in Francia e né in Egitto. Un amico dello scultore, Edouard René Lefèbvre de Laboulaye, propose di regalarlo all’America come simbolo del repubblicanesimo e dei valori democratici che stavano alle basi di entrambi i paesi.
Fu così che l’enorme “colosso di Suez” divenne la “Libertà che illumina il mondo”, un dono per commemorare il centenario della Dichiarazione d’Indipendenza americana che cadeva nel 1876.

P1030061La Statua della Libertà era la prima cosa che vedevano i numerosi immigrati che arrivavano negli Stati Uniti, prima di sbarcare ad Ellis Island.
È possibile visitare l’Immigration Museum – oggi museo nazionale – il cui restauro è costato 160 milioni di dollari.
Quando sono entrata, l’enorme atrio dell’edificio era abbastanza vuoto, molto diverso da come doveva essere stato tra il 1892 e il 1954, quando più di 12 milioni di immigrati entrarono negli USA. Tra questi ci furono anche Vito Galasso e Carmela Summa, due coniugi di Lella di Filiano. Come loro, tanti altri hanno lasciato il Vecchio Continente per incontrare le promesse del Nuovo Mondo: alcuni hanno avuto fortuna, mentre altri sono partiti e di loro non si è avuta più nessuna notizia.
Cosa devono aver provato vedendo la Statua della Libertà?
Come si saranno sentiti una volta sbarcati ad Ellis Island?
Quanta delusione devono aver provato tutti coloro che sono stati rimandati indietro, perché ritenuti “non idonei” per vivere negli Stati Uniti!
Proviamo a pensare a questo quando diciamo che gli immigrati che arrivano oggi in Italia andrebbero “aiutati a casa loro”.

Dall’Empire State Building al Top of the Rock

P1030133New York è nota per i suoi maestosi grattacieli e, senza dubbio, uno dei più famosi è l’Empire State Building, o “il bestione” come lo ha definito mio fratello!

“Se anche King Kong è salito su questo palazzo, perché non dovrei farlo io?”

Io, però, ho usato l’ascensore per arrivare alla terrazza panoramica del 86° piano del palazzo! Inutile dire che il panorama è da mozzare il fiato!
Potete ammirare il One World Trade Center, Central Park, il Flatiron Building, il Chrysler Building, il Rockfeller Center, l’Hudson River e tantissime altre bellezze di New York.
Poi, se siete dei romanticoni, è consigliabile la visita di sera per godere del tramonto del sole sullo skyline di Manhattan.
Altra scalata, direi obbligatoria, è quella sul Top of the Rock del Rockfeller Center. La vista dal 70° piano del Top of the Rock offre uno spettacolo unico, che non è possibile vedere dall’Empire State Building… Ovvero l’Empire State Building stesso!
Stessa questione per i romanticoni: se potete, visitatelo al tramonto per vedere la città trasformarsi con le luci della notte.

I pomeriggi a Central Park

P1030030Central Park è il polmone verde di New York. Io ero convinta che questo parco fosse un esempio di come doveva essere Manhattan prima di essere civilizzata. Mi sbagliavo! Infatti, Central Park è il risultato di una complessa opera ingegneristica, che è servita a trasformare una palude e una serie di campi rocciosi, nel parco che oggi conosciamo.
Ho passato molti pomeriggi a Central Park e anche il ferragosto! Lo so, è una festa solo italiana… Ve lo immaginate un pic-nic di ferragosto a Central Park?!?
No, meglio di no… Alla fine ho preso un hot-dog da uno dei classici carrettini sparsi per la città, e mi sono rilassata all’ombra degli alberi.
IMG_4983Per arrivare a Central Park ho deciso di prendere la 5th Ave, famosa per i suoi grandi e lussuosi negozi: Tiffany&Co., Apple Store, Valentino,…
Per fortuna, quando sono passata io molti dei negozi erano ancora chiusi, quindi ho evitato di fare danni con la mia carta di credito!
La 5th Ave, durante l’ora di punta, è un fiume in piena di gente che scappa a destra e a sinistra per andare a lavoro… Se ti fermi un attimo vieni travolto!
Per sfuggire alla folla, ho svoltato l’angolo ed eccolo lì… Proprio come nei classici film hollywoodiani, in tutto il suo splendore: il furgoncino dei gelati!!! Ho comprato il Vanilla Rainbow, mamma che bomba!
Eh ragazzi, io ci ho provato… Ma è praticamente impossibile fare la salutista a New York!

I musei
IMG_4963Ci sono molti musei da vedere a New York. Purtroppo con il poco tempo che avevo a disposizione sono riuscita a visitarne solo due.
L’American Museum of Natural History, fondato nel 1869, ha 30 milioni di reperti e manufatti, gallerie di minerali e pietre preziose, un planetario all’avanguardia e le ossa di un gigantesco mammuth e dello spaventoso Tyrannosaurus Rex.
Poi, il MOMA – Museo di Arte Moderna – che possiede la collezione di capolavori di arte otto-novecentesca più imponente al mondo.
Io lo confesso… Ho pianto davanti allo splendore de La notte stellata di Van Gogh. Adoro questo artista e ho visitato anche il Van Gogh Museum di Amsterdam, lì ho avuto la fortuna di ammirare dal vivo molti altri capolavori dell’artista olandese, ma mi mancava questo… Un’emozione pura e semplice, che tocca l’anima.

IMG_5105Avrei tantissimo altro da raccontarvi su New York: la vista al ponte di Brooklyn, il Grand Central Terminal, la passeggiata nella Little Italy del Bronx, lo spettacolo di blues nel Greenwich village, le risate insieme ai miei fantastici compagni di viaggio e le dritte delle guide dell’agenzia FantasticoMondo di Potenza.
È stato un viaggio memorabile. La realizzazione di un sogno!

“Ci vivresti a New York?”

Non lo so… Ci sono stata troppo poco tempo, per riuscire a rispondere a questa domanda!
Vorrà dire che ci dovrò tornare… See you soon New York!

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