La mietitura: intervista a Nonna Maria

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Mercoledì 17 agosto, alle ore 20:00, a Filiano torna “Lu Muzz’c: giornata tipica del mietitore”, evento organizzato dalla Pro Loco, con il patrocinio del Comune di Filiano, dell’UNPLI Basilicata, con il contributo della Regione Basilicata e dell’A.P.T. di Basilicata.
Giunta alla 13esima edizione, la famosa manifestazione enogastronomica ripropone i pasti con cui i mietitori erano soliti ristorarsi durante questo duro lavoro:
lu cantariedd (pane bagnato con vino e cipolla);
la luata ‘r secch, con la ciambotta (patate, zucchine, verdure, e altro ancora);
lu prime muzz’c, con un pezzo di pecorino, pane e uovo sodo;
lu ‘dinn, con pasta di casa con sugo di salsiccia;
la murenn’a (frittata);
la calata ‘r lu sole (biscotto e un bicchiere di vino);
la cantina ‘r lu pratt’c vevitore.

Quando ho deciso di scrivere un articolo per questa manifestazione, ho pensato: perché non intervistare qualcuno che ha realmente vissuto quella esperienza?
A chi potevo rivolgermi?
Beh, ho subito pensato a lei: Nonna Maria!
Mia nonna – Maria Romaniello – ha 94 anni e mi racconta spesso di quanto era difficile la vita di un tempo e dei lavori che, insieme ai suoi fratelli, faceva nel terreno di Cerasale.
Quando le ho chiesto se potevo intervistarla ha subito accettato!
Ecco cosa mi ha raccontato.

intervista_nonnaNonna, nel terreno che avevate a Cerasale, facevate anche la mietitura?
Sì, tra tutti i lavori che facevamo, la mietitura era quello più pesante! Prima si mieteva a mano, mica con le macchine che ci sono oggi. E la mietitura durava pure 15 giorni e a volte si lavorava anche di notte. Di solito, si iniziava alla metà di giugno e si finiva a luglio.

In cosa consisteva la mietitura?
Si tagliava il grano con la falce e si raccoglieva in piccoli fasci (quanti ne entravano nella mano) i sciermt, che poi venivano legati insieme per fare dei fasci più grandi (‘r gregn). Poi si mettevano insieme e si facevano prima ‘r vurredd’e (i covoni piccoli) e poi ‘r casazze (i covoni più grandi).
Dopo, con il traino o con il mulo si trasportavano i fasci nell’aia, dove si faceva la psatura.
Io, con l’asino, facevo cinque turni al giorno tra Cerasale e Filiano, due ore a viaggio ogni volta.

Cos’era la psatura?
Serviva a schiacciare il grano e a separare i chicchi dalla paglia. Si legava una grossa pietra ad un mulo e lo si faceva camminare sui fasci sparsi sul terreno.

E poi?
Poi si faceva la vundulatura: il contadino, con una pala di legno, mandava in aria il grano, così quando tornava giù, la paglia spinta dal vento si ammucchiava più lontano. Però se non c’era vento non si poteva fare. Dopo c’era la cerntura, che si faceva con i setacci. Alla fine, il grano veniva conservato nei bauli di legno.

Che ricordi hai di quei tempi?
Era faticoso e si lavorava tanto, però ci si divertiva!

E ora?
Eh! Mo’ fan nient proprj!
Si semina con i trattori e si raccoglie con la mietitrebbia. E’ tutto più facile! Prima c’era solo lu mul e lu ciucciariedd! Si lavorava tanto, però era bello stare tutti insieme in famiglia: si rideva, si cantava tutti insieme… era bello!
Mo’ stacit semb mbac’ sti cos’ (cellulari)!

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E “Lu Muzz’c” ti piace?
Sì, sì, sì!
Mi piace perché vedo tanta gente e poi mi fa ricordare delle cose “antiche”. Noi mangiavamo veramente tutte queste cose… Però dopo aver lavorato tanto!
Poi, c’era anche un’altra usanza: mio padre faceva un buco nella terra, dove metteva il vino, l’acqua e le cose da mangiare. Poi ricopriva tutto con l’erba fresca della mattina, così le robe da mangiare restavano belle fresche!

Tra pochi giorni c’è la Festa di Filiano? Ti ricordi di come si faceva una volta?
Sì, ho 94 anni ma mi ricordo bene! C’era la processione e poi si faceva la festa.
Si facevano r rutedd (delle girandole di petardi che giravano e scoppiettavano). Si partiva dalla villa e si arrivava qua, ammond a la croc’. Poi c’era la pupa r’ Sant Vit, che alla fine del giro si doveva incendiare… Erano altri tempi!
È una festa importante, perché si festeggia la Madonna “Maria SS del Rosario”, protettrice di Filiano.

Se avete voglia di rivivere le emozioni e le usanze di una volta, mercoledì 17 agosto alle ore 20:00, venite a Filiano!
Oltre a gustare i piatti tipici della tradizione, potrete godere anche di momenti culturali e musicali:
• Una mostra con esposizione di attrezzi e macchinari della civiltà contadina, a cura del Circolo “La Corona” e del sig. Salvatore Mancini di Piano del Conte.
• Esposizione della mostra fotografica “I colori della terra” a cura dell’Associazione “La Furmicula”.
• Intrattenimento musicale con organettisti locali lungo le vie del paese, esibizione del Gruppo di musica popolare Dragonfolk, in piazza Autonomia e il concerto del gruppo I Sarracin’, in Piazza SS. Rosario.

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